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Privacy e web: come proteggersi nell’era dei social network?

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Il mondo dei social network è in continua evoluzione. Da quanto tempo? Da sempre. Per quanto ancora? Per sempre! Il giorno in cui Facebook, Instagram, Linkedin smetteranno di cambiare e aggiornarsi sarà il giorno della loro fine. Per questo motivo noi utenti siamo obbligati a tenerci sempre informati sulle novità ma anche in termini di privacy e protezione dei dati personali. Scopriamo come.

I social network hanno migliorato la nostra vita, lo dico nonostante in giro ci sia tantissima gente che dà la colpa di questo o di quel problema ai social… e poi magari lo dice scrivendo uno stato su Facebook o attraverso una Instagram Story! Non sono assolutamente d’accordo: i social media sono solo degli strumenti a nostra disposizione, sta a noi decidere come utilizzarli. E se nella maggior parte dei casi un uso scorretto può farci sorridere o può lasciarci indifferenti, in altri può provocare serie ripercussioni.

Spesso si sottovaluta il fatto che non esistono barriere tra la nostra vita reale e quella digitale e quest’ultima sta acquisendo sempre maggiore rilevanza, tanto che ormai essa influenza stabilmente le nostre giornate, le nostre attività e soprattutto i rapporti con le altre persone.

Social media e condivisione

Chiunque parli dei Social Media li paragona ad autentiche “piazze virtuali” in cui gli utenti si ritrovano per passare del tempo e condividere esperienze e idee. I vantaggi che possiamo trarre da queste piattaforme sono tanti, come la possibilità di sentire (e vedere) quotidianamente un amico o un parente che vive lontano, di cercare lavoro, di informarsi e di scambiarsi contenuti e pareri.

Facebook, Instagram e affini ci danno l’impressione di uno spazio personale e ci fanno credere che una pubblicazione di un post sul nostro profilo sia come scrivere un pensiero sul proprio diario. Per questo spesso e volentieri ci si espone più del dovuto, rivelando informazioni che potrebbero risultare pericolose e che sarebbe meglio, quindi, tenere per sé.

Privacy e web: vita reale vs. vita digitale

Il fatto che su internet siamo liberi di navigare, scrivere e pubblicare in totale autonomia non ci autorizza a fare quello che vogliamo perché anche online valgono il rispetto della dignità della persona e il diritto alla riservatezza. È questo un concetto che bisogna tenere sempre a mente, soprattutto negli ultimi periodi, dove non esiste più alcuna distinzione tra offline e online e quello che si pubblica sui social network si ripercuote quasi sempre anche nella vita di tutti i giorni.

Vi è mai capitato che qualcuno vi dicesse qualcosa tipo: “Beh? Com’è andata la partita?”, oppure “fai gli auguri a tua mamma per il compleanno”? A me capita spesso, anche se nessuno ha commentato quelle foto sui social, a testimonianza del fatto che la nostra presenza sul web si è ormai fusa con la nostra vita reale.

Allo stesso modo, non bisogna pensare che online sia tutto lecito, il web non è il far west. Ci sono delle regole di civile convivenza e delle norme che tutelano dalla diffamazione e dalla violazione della dignità che valgono ovunque, in chat, nei blog, nei commenti, proprio come al bar, in piazza e per strada.

Occhio ai fake

Non è difficile creare un profilo falso su Facebook, basta prendere un paio di foto, conoscere il nome della “vittima” e poche informazioni sulla sua vita per rubare la sua identità e metterne a rischio la reputazione e la sua sicurezza online. Quando succede a personaggi pubblici come attori, calciatori e cantanti si viene a sapere abbastanza velocemente, ma se dovesse succedere a noi comuni mortali, cosa faremmo? È questo uno dei più classici casi in cui prevenire è meglio che curare: occhio alla privacy, ai propri dati, ai propri amici “social”.

Privacy e web: quanto valgono i nostri dati?

Tutto ha un prezzo, anche su internet. E se per un programma, piattaforma, servizio o prodotto non ci è chiesto alcun pagamento, allora vorrà dire che il prodotto siamo noi!

Chi gestisce i social media si finanzia vendendo spazi pubblicitari e per far sì che le pubblicità siano sempre mirate e indirizzate al giusto pubblico, è necessario che essi conoscano gli utenti, le loro abitudini, i loro hobby e quante più informazioni possibili, da utilizzare in seguito per fini commerciali.

Amicizie e social network

Nella vita reale ci sono tanti livelli di amicizia: ci sono gli amici, gli amici fraterni, i semplici conoscenti, gli ex compagni di scuola e così via. Nel web, invece, il termine “amico” si usa un po’ per tutti, anche per i perfetti sconosciuti con cui entriamo in contatto su Facebook o Instagram. Bisogna selezionare le proprie amicizie sui social o quantomeno si dovrebbero distinguere i differenti tipi di amici con cui ci confrontiamo.

Qualche domanda per navigare sicuri

Abbiamo affrontato un bel po’ di argomenti e descritto i social media, le loro caratteristiche, i rischi di un uso improprio e le differenze (ormai praticamente nulle) con la vita reale. Ma, quindi, cosa si deve fare per navigare in rete in totale sicurezza e utilizzare i social in modo consapevole, a tutela della privacy e dei propri dati personali? Proviamo a rispondere a queste domande.

  • Pubblicheremmo gli stessi contenuti se sapessimo che il capo, il professore o un estraneo può accedere comodamente al nostro profilo?
  • Siamo sicuri che le foto che pubblichiamo oggi continueranno a piacerci anche tra qualche anno?
  • Prima di pubblicare una foto ridicola di qualcun altro, siamo sicuri che a noi farebbe piacere ricevere lo stesso trattamento?
  • Ci fa piacere far sapere a chiunque dove ci troviamo e cosa stiamo facendo?
  • Siamo consapevoli che un video o una foto che inviamo può essere inoltrata infinite volte a chiunque?
  • Le società per l’impiego e di selezione del personale cercano informazioni sui candidati attraverso i social, ne siamo a conoscenza?
  • Abbiamo impostato consapevolmente la privacy nel nostro profilo?

Pensiamoci un attimo prima

Prima di pubblicare un post o di accettare una richiesta di amicizia, contiamo fino a 10. Le foto restano in rete per anni e possono riemergere in qualsiasi momento nei motori di ricerca e, se salvate da qualche malintenzionato, possono essere inoltrate su WhatsApp privatamente e uscire fuori dal nostro controllo.

Evitiamo la condivisione di foto altrui senza aver chiesto il consenso del diretto interessato. Un semplice scherzo può degenerare in abuso e provocare gravi ripercussioni alla vittima e pesanti sanzioni a chi ha pubblicato il contenuto.

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